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Distanze di mantenimento

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Onde evitare qualunque fraintendimento e successiva spiacevole discussione fra i due, questo post è stato strettamente concordato fra Zia G. e Luigi Marinelli.  La Redazione di “Salva con nome”, lieta di questo rinnovato affiatamento intellettuale fra un Autore e un Autrice di grande spicco del Blog, accoglie eccezionalmente questa anomalia e, non potendosi attribuire lo scritto né all’uno né all’altra dei gentili Estensori, ma ad entrambi, ne ribadisce la responsabilità per ciascuno di essi al 50%. N.B. Solo ai fini concorsuali, tuttavia, e relativamente ai parametri bibliometrici dettati da ANVUR e da altre agenzie internazionali di valutazione della ricerca, le frasi di questa monografia vanno considerate in ordine alternato: la prima di Zia G., la seconda di L.M. e così via. Distanze di mantenimento Al supermercato: « Signori, non dimentichiamo le distanze di mantenimento, grazie! ». Ma mantenimento di che? Ho sempre cercato di mantenere distanza, quando ...

Falsi autoritratti. Tempo, schermo, memoria.

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di Barbara Ronchetti  Sbiadiscono. Le ore, gli scatti. Il tempo respira il ritmo dei pensieri. Ogni cosa si muove in fretta, ogni cosa è immobile. Una gelatinosa attesa affollata di impegni bidimensionali. Lo schermo. Il volto e lo schermo. Il volto, altri volti e lo schermo. Difficile guardare nello specchio. La sua prossimità con mondi altri lo fa ingombrante. Lo schermo è diverso, non ha profondità. Lo schermo prende il sopravvento. Prospettive inusuali. L’ordine delle cose evolve in modo inatteso. Portare lo sguardo al di fuori di sé, rendere quel sé meno pauroso. La perdita di sé, la perdita, la scomparsa. Tra questo e il prima, la scomparsa di mia madre. Autentica, fisica. Questo è immaterialmente reale. Mia madre aveva paura dell’acqua. Mia madre era nata sulle rive di un lago che non esisteva più. Scambi di affetto dentro un rettangolo. La memoria ereditaria dei luoghi, delle azioni, delle persone. La paura ereditata da quel lago prosciugato. La paura ...